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Codice disciplinare

ART. 95 - CODICE DISCIPLINARE

(Art. 60 del CCNL del 1995)

 

1. Nel rispetto del principio di gradualità e proporzionalità
delle sanzioni, in relazione alla gravità della mancanza ed in conformità di
quanto previsto dall'art. 55 del D.L.vo n. 165/2001 (cfr. nota n.2), il tipo e
l'entità di ciascuna delle sanzioni sono determinati in relazione ai seguenti
criteri generali:

 

a) intenzionalità del comportamento, grado di negligenza,
imprudenza, e imperizia dimostrate, tenuto conto anche della prevedibilità
dell'evento;

 

b) rilevanza degli obblighi violati;

 

c) responsabilità connesse alla posizione di lavoro occupata
dal dipendente;

 

d) grado di danno o di pericolo causato all'Amministrazione,
agli utenti o a terzi ovvero al disservizio determinatosi;

 

e) sussistenza di circostanze aggravanti o attenuanti, con
particolare riguardo al comportamento del lavoratore, ai precedenti disciplinari
nell'ambito del biennio previsto dalla legge, al comportamento verso gli utenti;

 

f) al concorso nel fatto di più lavoratori in accordo tra
loro.

 

2. La recidiva in mancanze già sanzionate nel biennio di
riferimento comporta una sanzione di maggiore gravità tra quelle previste
nell'ambito della medesima fattispecie.

 

3. Al dipendente responsabile di più mancanze compiute con
unica azione od omissione o con più azioni od omissioni tra loro collegate ed
accertate con un unico procedimento, è applicabile la sanzione prevista per la
mancanza più grave se le suddette infrazioni sono punite con sanzioni di diversa
gravità.

 

4. La sanzione disciplinare dal minimo del rimprovero verbale
o scritto al massimo della multa di importo pari a quattro ore di retribuzione
si applica, graduando l'entità delle sanzioni in relazione ai criteri di cui al
comma 1, per:

 

a) inosservanza delle disposizioni di servizio, anche in tema
di assenze per malattia, nonché dell'orario di lavoro;

 

b) condotta non conforme a princìpi di correttezza verso i
superiori o altri dipendenti o nei confronti dei genitori, degli alunni o del
pubblico;

 

c) negligenza nell'esecuzione dei compiti assegnati ovvero
nella cura dei locali e dei beni mobili o strumenti affidati al dipendente o sui
quali, in relazione alle sue responsabilità, debba espletare azione di
vigilanza;

 

d) inosservanza degli obblighi in materia di prevenzione
degli infortuni e di sicurezza sul lavoro ove non ne sia derivato danno o
disservizio;

 

e) rifiuto di assoggettarsi a visite personali disposte a
tutela del patrimonio dell'Amministrazione, nel rispetto di quanto previsto
dall'art. 6 della legge n. 300 del 197036;

 

f) insufficiente rendimento, rispetto a carichi di lavoro e,
comunque, nell'assolvimento dei compiti assegnati;

 

g) violazione di doveri di comportamento non ricompresi
specificatamente nelle lettere precedenti, da cui sia derivato disservizio
ovvero danno o pericolo all'Amministrazione, agli utenti o ai terzi.

 

5. L'importo delle ritenute per multa sarà introitato dal
bilancio della scuola e destinato ad attività sociali a favore degli alunni.

 

6. La sanzione disciplinare della sospensione dal servizio
con privazione della retribuzione fino a un massimo di 10 giorni si applica,
graduando l'entità della sanzione in relazione ai criteri di cui al comma 1,
per:

 

a) recidiva nelle mancanze previste dal comma 4 che abbiano
comportato l'applicazione del massimo della multa;

 

b) particolare gravità delle mancanze previste nel comma 4;

 

c) assenza ingiustificata dal servizio fino a 10 giorni o
arbitrario abbandono dello stesso; in tali ipotesi, l'entità della sanzione è
determinata in relazione alla durata dell'assenza o dell'abbandono del servizio,
al disservizio determinatosi, alla gravità della violazione dei doveri del
dipendente, agli eventuali danni causati all'Amministrazione, agli utenti o ai
terzi;

 

d) ingiustificato ritardo, fino a 10 giorni, a trasferirsi
nella sede assegnata dai superiori;

 

e) testimonianza falsa o reticente in procedimenti
disciplinari o rifiuto della stessa;

 

g) comportamenti minacciosi, gravemente ingiuriosi,
calunniosi o diffamatori nei confronti dei superiori, di altri dipendenti, dei
genitori, degli alunni o dei terzi;

 

h) alterchi con ricorso a vie di fatto negli ambienti di
lavoro, anche con genitori, alunni o terzi;

 

i) manifestazioni ingiuriose nei confronti
dell'Amministrazione, esulanti dal rispetto della libertà di pensiero, ai sensi
dell'art. 1 della legge 300 del 1970 (cfr. nota n. 37);

 

l) atti, comportamenti o molestie, anche di carattere
sessuale, che siano lesivi della dignità della persona;

 

m) violazione di doveri di comportamento non ricompresi
specificatamente nelle lettere precedenti da cui sia, comunque, derivato grave
danno all'Amministrazione, ai genitori, agli alunni o a terzi.

 

7. La sanzione disciplinare del licenziamento con preavviso
di applica per:

 

a) recidiva plurima, almeno tre volte nell'anno, nelle
mancanze previste nel comma 6, anche se di diversa natura, o recidiva, nel
biennio, in una mancanza tra quelle previste nel medesimo comma, che abbia
comportato l'applicazione della sanzione di dieci giorni di sospensione dal
servizio e dalla retribuzione;

 

b) occultamento, da parte del responsabile della custodia,
del controllo o della vigilanza, di fatti e circostanze relativi ad illecito
uso, manomissione, distrazione o sottrazione di somme o beni di pertinenza
dell'Amministrazione o ad essa affidati;

 

c) rifiuto espresso del trasferimento disposto per motivate
esigenze di servizio;

 

d) assenza ingiustificata ed arbitraria dal servizio per un
periodo superiore a dieci giorni consecutivi lavorativi;

 

e) persistente insufficiente rendimento o fatti che
dimostrino grave incapacità ad adempiere adeguatamente agli obblighi di
servizio;

 

f) condanna passata in giudicato per un delitto che, commesso
fuori del servizio e non attinente in via diretta al rapporto di lavoro, non ne
consenta la prosecuzione per la sua specifica gravità;

 

g) violazione dei doveri di comportamento non ricompresi
specificatamente nelle lettere precedenti di gravità tale, secondo i criteri di
cui al comma 1, da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro.

 

8. La sanzione disciplinare del licenziamento senza preavviso
si applica per:

 

a) terza recidiva nel biennio di: minacce, ingiurie gravi,
calunnie o diffamazioni verso il pubblico o altri dipendenti; alterchi con vie
di fatto negli ambienti di lavoro, anche con utenti;

 

b) accertamento che l'impiego fu conseguito mediante la
produzione di documenti falsi e, comunque, con mezzi fraudolenti;

 

c)condanne passate in giudicato:

 

1. di cui art. 58 del D.lgs. 18 agosto 2000, n.26737, nonchè per i reati di cui agli art. 316 38

e 316 bis 39 del codice penale;

2. quando alla condanna consegua comunque l’interdizione

perpetua dai pubblici uffici;

3. per i delitti indicati dall’art. 3, comma 1, della

legge n. 97 del 2001 40.

 

d) condanna passata in giudicato per un delitto commesso in
servizio o fuori servizio che, pur non attenendo in via diretta al rapporto di
lavoro, non ne consenta neanche provvisoriamente la prosecuzione per la sua
specifica gravità;

 

e) commissione in genere di fatti o atti dolosi, anche non
consistenti in illeciti di rilevanza penale per i quali vi sia obbligo di
denuncia, anche nei confronti di terzi, di gravità tale da non consentire la
prosecuzione neppure provvisoria del rapporto di lavoro.

 

9. Al codice disciplinare di cui al presente articolo deve
essere data la massima pubblicità mediante affissione in luogo accessibile a
tutti i dipendenti. Tale forma di pubblicità è tassativa e non può essere
sostituita con altre.

 

CIRCOLARE 88
NORME DISCIPLINARI

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